Facebook, prima le persone poi le fanpage

Mentre gli addetti ai lavori erano tutti concentrati sul Mobilegeddon di Google, Mark Zuckerberg dava l’ok per un nuovo cambiamento nell’algoritmo di Facebook. Le novità introdotte sono poche ma sostanziali e hanno tutte un unico denominatore comune: dare più importanza ai contenuti postate dalle “persone” piuttosto di quelli delle fan page. Cosa cambierà quindi? Vediamolo insieme.

Hai pochi amici o tanti amici che scrivono poco? Questo primo cambiamento allora coinvolgerà il tuo newsfeed in modo molto sostanziale; preparati quindi a correre il rischio di avere il tuo news feed monopolizzato dai post dei tuoi amici più chiacchieroni in quanto il nuovo algoritmo prevede che, terminati gli aggiornamenti, sulla timeline si avvicenderanno i contenuti postati da chi ha più cose da dire.

Il secondo cambiamento sconvolge la logica “temporale” per dare più importanza alla metrica “social”. In poche parole tutto ciò che è importante in base ai tuoi interessi verrà visualizzato nella parte alta del tuo newsfeed. Praticamente l’ordine principale sarà quello del peso sociale e non quello cronologico che quindi andrà in secondo piano.

Per ultimo, ma non meno importante, Facebook ha tolto quei post che erano generati in automatico legati al “al tuo amico piace questo post” o “il tuo amico ha commentato questo post”. Quindi se in passato con un tuo like o un tuo semplice commento potevi suggerire qualcosa ai tuoi contatti, ora per avere lo stesso effetto dovrai esplicitamente condividerlo sul tuo diario.

Cosa cambierà quindi per chi gestisce una fanpage? Bhe… ci sono poche alternative, le soluzioni sono soltanto due: fare advertising o creare buoni contenuti capaci di creare engagement. Quindi se sei un bravo analista o puoi contare su bravi consulenti di webmarketing, la vostra soluzione è l’advertising (qualche euro da investire bisogna averlo però…). Se invece sei bravo a raccontare storie e dialogare con il tuo pubblico potrai risparmiare molto e aumentare decisamente le conversioni, fidelizzando il cliente che troverà dall’altra parte un’apertura al dialogo.